Miopia

Classificazione della miopia

miopia semplice
miopia congenita
miopia di grado elevato o patologica
miopia d'indice
miopia funzionale
miopia transitoria

La miopia, come tutte le ametropie, si misura in diottrie: per la correzione si può ricorrerere a lenti, grazie alle quali le immagini arrivano a fuoco sulla retina. Infatti, immaginiamo che la retina sia lo schermo sul quale arriva l'immagine proveniente da un proiettore. Nel miope l'immagine è come se risultasse sfocata sullo schermo, per cui è necessario spostare il fuoco all'indietro con un'opportuna regolazione, così che si riesce a vedere nitidamente.

La lente che permette di quantificare la miopia non è detto però che sia la lente che viene poi effettivamente prescritta, in quanto vengono effettuati piccoli aggiustamenti in base alle esigenze soggettive della persona e alla tipologia del mezzo correttivo (occhiali o lenti a contatto). Si consiglia, pertanto, una visita oculistica.

Cause

La miopia è dovuta generalmente a una lunghezza eccessiva del bulbo oculare. Un'altra causa può essere un'alterata curvatura delle superfici refrattive dell'occhio. Nelle fasi iniziali e intermedie della cataratta oppure a seguito di alterazioni metaboliche si può manifestare miopia a seguito di alterazione dell'indice di refrazione dei mezzi oculari, in particolare del cristallino. Oltre a questa classificazione prevalentemente ottica possiamo citarne altre in base alla causa ereditaria oppure evolutiva. Una miopia maggiore di 7 diottrie è considerata di grado elevato. Viene definita anche patologica, poiché vi è un maggiore rischio di patologie corioretiniche o oculari quali distacco della retina o glaucoma.

La visione del miope

I raggi luminosi che passano attraverso i mezzi ottici oculari (cornea, cristallino, ecc.) vengono messi a fuoco all'interno del bulbo oculare, ma davanti alla retina. La conseguenza è che il punto remoto, cioè il punto più lontano dell'occhio a cui vi è una visione nitida senza l'utilizzo di accomodazione, è posto ad una distanza finita rispetto all'infinito dell'occhio emmetrope. La distanza massima a cui un soggetto riesce a vedere nitidamente è inversamente proporzionale al grado della miopia. Ad esempio, un miope di -2.00D riesce a vedere nitidamente al massimo a 0.5m (50cm) (ossia 1/2). Invece, il soggetto miope sarà in grado di ottenere una messa a fuoco per punti ancora più vicini rispetto ad un soggetto emmetrope.

Trattamento della miopia

Al termine correzione è preferibile l'utilizzo del termine più idoneo e adatto alle diverse richieste visive. La compensazione della miopia prevede l'utilizzo di lenti concave negative, che riportano il piano immagine sulla retina. Le lenti possono essere oftalmiche e quindi montate su occhiali oppure si possono utilizzare lenti a contatto. La correzione della miopia può anche essere effettuata con tecniche chirurgiche, solitamente tramite laser, che modificano la curvatura della cornea, diminuendo il potere refrattivo della cornea, compensando la miopia. Le tecniche più utilizzate sono la PRK e la LASIK. Altri trattamenti chirurgici in uso oggi sono gli impianti di lenti fachiche e la sostituzione del cristallino.

Trattamenti alternativi

Tra i metodi di compensazione possiamo citare anche le diverse tecniche per poter rilassare l'accomodazione, ma non correggere la miopia. Infatti, l'occhio può simulare una miopia funzionale. Questo avviene perché la miopia, spesso legata ad un intenso uso degli occhi a distanze ravvicinate (lettura, pc, lavoro) si ha una comorbilità con i deficit accomodativi quali inerzia, eccesso e spasmo. Diverse tecniche più o meno scientifiche permettono di poter rilassare l'accomodazione. Tra di esse, a livello popolare, spicca il Metodo Bates. Bisogna però constatare che, in generale, la miopia non regredisce di molto. Con questi metodi è possibile migliorare le capacità di visualizzazione e migliorare il riconoscimento in caso di immagini sfuocate, incrementando l'acutezza visiva. Non è possibile assolutamente recuperare totalmente miopie, anche se sono di grado lieve.

Astigmatismo

L'astigmatismo è un'ametropia o errore refrattivo in cui vi è una differente refrazione oculare lungo i diversi meridiani (esempio 180° e 90°). È caratterizzato da un profilo corneale in cui un meridiano ha un potere maggiore rispetto al suo ortogonale. Otticamente l'astigmatismo causa due differenti linee di focalizzazione sulla retina, le quali causano una visione sfocata (o sdoppiata) a tutte le distanze. L'astigmatismo può essere associato a miopia, ipermetropia e presbiopia. La compensazione dell'astigmatismo prevede l'utilizzo di lenti oftalmiche astigmatiche o toriche, lenti a contatto o chirurgia refrattiva.
Vi sono differenti tipi di classificazione dell'astigmatismo in base alle differenti variabili in esame.

Struttura

Astigmatismo corneale, dovuto ad un'anomala curvatura della cornea.
Astigmatismo interno o lenticolare, dovuto ad alterazioni dei mezzi diottrici interni all'occhio.

Orientamento

L'astigmatismo viene classificato a seconda dell'orientamento del meridiano corneale più curvo, considerando un range di ±30° rispetto al meridiano orizzontale o verticale:
Secondo regola, l'astigmatismo più diffuso, nel quale il meridiano più; curvo è quello verticale.
Contro regola, nel quale il meridiano più curvo è quello orizzontale.
Obliquo


Focalizzazione

L'astigmatismo può essere classificato a seconda della posizione dei due fuochi rispetto alla retina:

Astigmatismo semplice, nel quale si ha solo astigmatismo. Un meridiano si focalizza sulla retina, mentre l'altro a seconda della posizione si può dividere in:

Astigmatismo miopico semplice
Astigmatismo ipermetropico semplice
Astigmatismo composto, in cui l'astigmatismo è associato ad una ametropia:
Astigmatismo miopico composto
Astigmatismo ipermetropico composto
Astigmatismo misto in cui una focalina è miope e l'altra ipermetrope

Epidemiologia

Vi sono diversi studi che esaminano la diffusione di questa ametropia. I dati sono molto variabili rispetto alla popolazione in esame. In alcuni campioni come gli studenti si è stimato che circa un terzo (33%) della popolazione presenta astigmatismo. Va considerato comunque che il grado medio che si rileva di astigmatismo è circa 0.50-0.75 e solitamente si presenta in associazione con la miopia.

Sintomi

A seconda del tipo di astigmatismo i sintomi possono essere molto differenti. Astigmatismi di grado lieve possono essere asintomatici oppure presentare sintomi derivanti dal continuo cambio di messa a fuoco (accomodazione) nel tentativo di ottenere un'immagine il più nitido possibile. Tali sintomi consistono in dolori ai bulbi oculari, dolori sull'arcata cigliare, cefalea, bruciore agli occhi, lacrimazione eccessiva. Astigmatismi di grado medio elevato presentano solitamente una visione sfuocata, sia nella visione per lontano che per vicino.

Test

Ci sono numerosi test utilizzati da oculisti ed optometristi durante un esame visivo per diagnosticare e determinare precisamente un astigmatismo. La tabella di Snellen è utilizzata per quantificare l'acutezza visiva ridotta dall'astigmatismo. Il cheratometro o oftalmometro permette di misurare la curvatura anteriore della cornea nella sua zona centrale. Questo test è importantissimo poiché la maggior parte degli astigmatismi, soprattutto di grado medio e elevato, sono dovuti ad una cornea astigmatica. La topografia corneale permette di ottenere una mappatura punto per punto della curvatura della cornea. Questo test è importante nella contattologia e in chirurgia refrattiva. L'autorefrattometro o lo schiascopio permettono di ottenere una misura oggettiva (senza collaborazione del paziente) della componente astigmatica. Infine il test soggettivo della refrazione effettuato da un professionista della visione permette di ottenere con la collaborazione del paziente la corretta misura dell'astigmatismo.

Trattamento

L'astigmatismo può essere corretto con l'uso di lenti oftalmiche cilindriche o toriche, oppure con lenti a contatto gas-permeabili o morbide. Anche l'astigmatismo può essere corretto tramite la chirurgia refrattiva. La compresenza di ametropie, il grado di astigmatismo, la salute oculare, lo stile di vita e altri fattori individuali contribuiscono a determinare la soluzione più idonea. L'astigmatismo è meno frequente rispetto alla miopia, per questo le lenti a contatto e le tecnologie apposite di chirurgia refrattiva per astigmatici sono comparsi solamente alla fine degli anni novanta.

Cause

Un certo grado di astigmatismo corneale è fisiologico (mediamente 0.75) dovuto alla pressione palpebrale che genera un lieve appiattimento del profilo corneale. Tale astigmatismo è compensato in maniera uguale e contraria dai mezzi diottrici interni all'occhio in modo che non vi sia astigmatismo rifrattivo totale. L'astigmatismo di grado elevato è generalmente congenito e può subire delle lievi variazioni nel corso della vita. L'astigmatismo irregolare è successivo a modificazioni della cornea a seguito di traumi, lesioni e infezioni. Tra le cause funzionali è stata ipotizzata anche una postura errata, con conseguente inclinazione del capo, che è all'origine di astigmatismi obliqui o contro regola. Nell'età della presbiopia si riscontrano frequentemente astigmatismi lievi e contro regola.

Ipermetropia

Cause

Da un punto di vista ottico il bulbo oculare è troppo corto rispetto al potere refrattivo. L'ipermetrope può compensare la sua ametropia, ma ciò può avvenire solo per difetti di entità medio-bassa. La compensazione dell'ipermetropia dipende, inoltre, dal grado di accomodazione disponibile: è massimo in giovane età ma diminuisce con il passar degli anni. Questo spiega perché un certo grado d'ipermetropia da giovani venga compensato tranquillamente, mentre con l'avanzare dell'età va corretto con lenti oftalmiche sempre di più forti.

Cause più rare dell'ipermetropia possono essere:

una riduzione della curvatura della cornea e/o del cristallino

Sintomi

L'ipermetrope può vedere gli oggetti all'infinito solo utilizzando il meccanismo dell'accomodazione e, per questa ragione, il suo muscolo ciliare non è mai completamente rilassato. I sintomi principali sono definiti astenopici (mal di testa, bruciore, lacrimazione, ecc.) e si manifestano specialmente nella visione da vicino, in conseguenza all'eccessivo uso dell'accomodazione (ipermetropia + visione da vicino). Solo in una fase più avanzata vi è un calo dell'acutezza visiva a distanza, quando l'accomodazione non è più in grado di compensare l'ipermetropia.

Terapia

In funzione dell'esito degli esami condotti da parte di uno specialista, l'ipermetropia si può correggere con l'uso di occhiali o con lenti a contatto. Inoltre, valide tecniche alternative oggi in uso sono le quelle chirurgiche: laser ad eccimeri (prk e lasik) e, in casi particolari, la cheratoplastica conduttiva, l'impianto di lenti fachiche e la sostituzione del cristallino.

Presbiopia

La presbiopia, (dal greco presbitero (πρεσβύτερος) vecchio) è una condizione fisiologica dell'apparato visivo, non appartenente ai difetti di refrazione. E' prettamente legata a una perdita di efficenza dell'apparato accomodativo. In particolare, si verifica una perdita progressiva di elasticità del cristallino cristallino.

Insorgenza

La presbiopia si manifesta come difficoltà a mettere a fuoco da vicino: si ha difficoltà a leggere, a lavorare al computer, ecc. Questo avviene perché l'ampiezza accomodativa si è ridotta.

Insorge mediamente attorno ai 40 anni e secondo diversi studi è minore in abitanti delle basse latitudini.

Sintomi

Si manifesta con visione sfocata e annebbiata, migliorabile aumentando la distanza di messa a fuoco.

Correzione

La correzione avviene con lenti oftalmiche positive o meno negative nei casi dei miopi presbiti. Altre soluzioni compensative sono rappresentate dall'utilizzo di lenti a contatto, generalmente di tipo multifocale. In alternativa ci si può sottoporre a un intervento di chirurgia refrattiva.

L'Ortocheratologia

L’ortocheratologia consiste nella riduzione, variazione o eliminazione temporanea di un difetto di vista attraverso l’applicazione programmata di lenti a contatto.

Le lenti a contatto tradizionali sono disegnate in modo da interferire il meno possibile con la forma della cornea, mentre le lenti per ortocheratologia sono progettate espressamente allo scopo di modificare il profilo corneale in modo controllato. Le lenti per ortocheratologia producono una riduzione temporanea del difetto di vista cambiando la forma della cornea, che possiede un certo grado di plasticità. Il modellamento della cornea modifica il potere rifrattivo oculare e, se l’entità del rimodellamento è adeguatamente controllata, è possibile variare in modo preciso il potere corneale fino a correggere l’errore rifrattivo. Quando la lente per ortocheratologia è sull’occhio si vede bene come con una lente convenzionale; dopo che la lente viene rimossa, la cornea mantiene la sua forma modificata per un certo periodo e si continua a vedere bene anche senza lente a contatto. Le prime volte l’effetto dura poco per poi stabilizzarsi, nei giorni successivi, per tutto l’arco della giornata. A seconda del programma di trattamento, le lenti per ortocheratologia possono essere portate alcune ore al giorno oppure di notte per poi essere rimosse durante le ore di veglia. In quest’ultimo caso le lenti vengono portate durante il sonno ed al mattino possono essere tolte, continuando a vedere bene tutto il resto della giornata ad occhio nudo.

L’ortocheratologia, soprattutto se eseguita mediante un programma di trattamento notturno, oggi può permettere significativi cambiamenti di stile di vita a miopi propriamente selezionati: essere liberi da ausili ottici per la pratica di sport, attività professionali e ricreative è un fattore di motivazione che può portare a scegliere questo tipo di trattamento non-chirurgico e reversibile della miopia.

 

Alcune parti sono tratte da WIKIPEDIA ed in parte elaborate.

 

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